lunedì, 09 novembre 2009
Un tempo vivevo alla giornata.
Ora mi sono ridotto a vivere alla nottata!
postato da: FlavioHki alle ore novembre 09, 2009 10:55 | Permalink | commenti (4)
categoria:osservazioni, inutilia
giovedì, 05 novembre 2009
Lunedí alle 19:51!
Dettagli in seguito. Siamo appena tornati a casa! RIPOSO!

postato da: FlavioHki alle ore novembre 05, 2009 19:53 | Permalink | commenti (10)
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lunedì, 19 ottobre 2009

Erano anni che non mi capitava: pensavo di avere un fiuto infallibile con i libri, invece ho toppato alla grande con "Berlin" di Eraldo Affinati (Rizzoli).

 

L'ho comprato indotto dal mio cieco amore per questa città (e da una ben scritta recensione).
Ho trovato nel libro evidenza di due limiti insormontabili: 1) l'autore non è mai vissuto a Berlino; 2) l'autore (per sua ammissione) non parla Tedesco.
Tra il 2005 e il 2007 calavo a Berlino per un weekend ogni due o tre settimane: ci andavo così spesso che potevo a buon diritto affermare di avervi una vita sociale (e l’avevo). Di Berlino conoscevo un sacco di posti, di cose, di locali, ma non ci vivevo e non parlavo Tedesco: allora avrei condiviso e sottoscritto in pieno le sensazioni e le opinioni di Affinati. Poi dal 2008 ho cominciato a studiare Tedesco e ho passato in due occasioni alcune settimane di studio a Berlino: la mia visione e la mia conoscenza della città sono radicalmente cambiate, si sono approfondite (ero entrato in interazione con la città, vivevo i suoi ritmi, mi adeguavo alle sue abitudini, parlavo la sua lingua): ora le riflessioni di Affinati, per quanto erudite e pregnanti, mi sembrano le piccole impressioni di un turista saccente (che ha letto duemila libri, ma non capisce il cartellone pubblicitario che gli sta sotto il naso): sommando i luoghi che lui ha visto e di cui ha scritto si ottiene molto meno che Berlino. Quello che mi é rimasto dalla lettura é il fastidio dell’onanistica soddisfazione dell’autore, tronfio della sua cultura e che ha scritto un libro su una cittá di cui non ha capito nulla.

 

Nel libro inoltre ci sono veniali errori (ma non tanto veniali se si pensa che Affinati pubblica per Rizzoli e non su un blogghetto sconosciuto come questo): errori nella traslitterazione dal Russo (mi sembra dando l’etimologia di nemec “Tedesco” in Russo); Affinati afferma che la Neue National-Galerie é di vetro e cemento, mentre é di vetro e acciaio (questa é una svista grave, perché non si sa come si possa confondere cemento con acciaio, soprattutto in un edificio che dichiara smaccatamente i materiali di cui é fatto; é come se dicesse che il Pantheon é fatto di legno); non mi vanno giú le citazioni dal Tedesco, perché Affinati mette sempre prima il Tedesco e poi la traduzione in Italiano e questa é disonestá bella e buona, perché se non si parla il Tedesco non si ha il diritto a citare direttamente dal Tedesco (e poi allegare la traduzione) a meno che non si voglia far fessi i lettori e sembrare quello che non si é (inoltre Affinati ha il cattivo gusto di non citare mai il traduttore; forse vuole che immaginiamo che le traduzioni siano sue?); Affinati “dimentica” di parlare della Philharmonie (come scrivere un libro su Milano e dimenticarsi di menzionare la Scala) e parla di Steiglitz e di Zehelendorf (invece di Steglitz e Zehlendorf). Non continuo con la lista dei difetti, sennó famo notte.

 

Un’ultima cosa: Affinati si pavoneggia spesso dei suoi viaggi in giro per il mondo e poi insiste a parlare di Berlino secondo le categorie piú trite del turista. Una su tutte: il clima. Parla di stagni ghiacciati, di vento polare. Affinati é affetto da quella sindrome (tipica di moltissimi Italiani) per cui tutto quello che é a Nord delle Alpi (o a Nord della periferia meridionale di Milano) é Polo Nord: tra gli inverni di Monaco di Baviera e quelli di Rovaniemi non c’é differenza; é tutto un freddo polare, un vento polare, un trionfo di stagni ghiacciati e di brume gelate. Non voglio dire che Berlino sia una cittá mediterranea, ma non é Helsinki, né San Pietroburgo.

 

E qui si svela la differenza tra chi ha viaggiato (anche tanto), ma é sempre vissuto nello stesso posto e chi invece vive all’estero. Differenza di cui Affinati é suo malgrado testimone.

 

Chi é sempre vissuto nello stesso posto, per quanto abbia viaggiato, raramente sviluppa delle categorie di pensiero diverse da quelle comuni alla gente che vive nella sua stessa cittá (o Paese); per il semplice fatto che i viaggi sono di solito troppo brevi per poter comprendere un posto (figuriamoci poi se non se ne parla la lingua!) e per poter modificare la propria mentalitá: cioé continua a leggere l'estero come se si trovasse ancora a casa. Chi ci vive all’estero invece si trova continuamente nella condizione di verificare la relatività delle proprie convinzioni e di dover sempre mettere in discussione la saldezza delle proprie certezze (processi critici necessariamente impossibili in patria, dove si é tutti immersi nella tepida gelatina di una sicura Weltanschauung).

 

Ed ecco da dove vengono le brume ghiacciate e il vento polare: per aver visto un po’ di ghiaccio per strada e aver sentito una tramontana un po’ piú fredda.

postato da: FlavioHki alle ore ottobre 19, 2009 11:57 | Permalink | commenti (11)
categoria:libri, divagazioni, berlino
venerdì, 02 ottobre 2009
Piccolo filmato di qualche giorno fa. Vicino casa (da qualche parte tra Vantaa e Espoo):


(l'autunno non ha ancora raggiunto il suo fulgore fiammeggiante)
postato da: FlavioHki alle ore ottobre 02, 2009 09:47 | Permalink | commenti (6)
categoria:finlandia, video, espoo, vantaa
giovedì, 10 settembre 2009
1) Questa settimana sono ricominciati i corsi di Russo e Tedesco. Il lunedí é bello tosto perché ho Russo dalle 16:15 alle 18:00 e Tedesco dalle 18:30 alle 20:15 (cioé tipo della serie, perché non sono sicuro degli orari, di solito arrivo quando penso che ci sia il corso, cioé spaventosamente in anticipo o spaventosamente in ritardo; non per questo sono er Vago).
Insomma, lunedí l'insegnante di Russo ci fa raccontare a ognuno la propria estate e anch'io racconto la mia (a proposito, una gnu-entri del corso di Russo ha vantato conoscenza del Tedesco e mo voglio proprio vedere se fa lo sborone o no). Alla lezione successiva, al corso di Tedesco (che si tiene a casa di uno studente ventruto e impaccato, un'Altbauperle che non sfigurerebbe a Charlottenburg), l'insegnante di Tedesco ci ha fatto anche lei raccontare la nostra estate. Quando é venuto il mio turno, le parole dette in Russo poco prima mi sono rivenute su come un rigurgito, sempre in Russo, e io non ho potuto far altro che tradurle in Tedesco. Che trip! Mi sono sentito come un Russo che parla male il Tedesco!

2) Abbiamo invitato a cena (dopo un tira e molla durato un paio d'anni) la nostra amica finlandese biondissima, con gli occhi azzurrissimi e LIBERISSIMA (forse potrebbe interessare a qualche lupo solitario: lei preferisce i meridionali, tipo Italiani, Spagnoli e Greci). Abbiamo preparato un doppio antipasto russo: tartine di pane nero scottate nel burro fuso e spalmate d'aglio con cetriolino sottaceto, fettine di uovo sodo e di sgombro sott'olio e le classiche tartine di caviale (rosso) e burro; poi ho preparato una generosa puttanesca. Abbiamo concluso con té nero s molokom (con latte) e una superba crostata alla marmellata di fragole da me preparata.
postato da: FlavioHki alle ore settembre 10, 2009 10:40 | Permalink | commenti (10)
categoria:cucina, finlandia, sapori, tedesco, russo, inutilia, helsinki, espoo, ammazza quanto sono fico
domenica, 06 settembre 2009
Ieri sono venuti a trovarci amici (lui russo, lei bielorussa) da San Pietroburgo.
Ragione del viaggio in Finlandia: giocare a golf e andare a pesca: sono andati a giocare a golf (e si sono fregati una pallina), sono andati a pesca (ma non hanno preso niente); hanno trovato anche il tempo per raccogliere dei funghi, cresciuti in seguito alle "forti precipitazioni dei giorni scorsi" (per dirla con le parole del bollettino).

zuppa_di_funghi_1
Un buon inizio per una zuppa di funghi!
Qualcuno si é messo alacremente al lavoro:

zuppa_di_funghi_2
qualcun altro aveva la scusa della trentaquattresima settimana:

zuppa_di_funghi_3
Nonostante le avversitá, i lavori proseguirono:

zuppa_di_funghi_4
fino al piatto:

zuppa_di_funghi_5
e fino allo stomaco (previo testamento, non si sa mai).
Oltre ai funghi, ci sono patate, carote, foglie di alloro, sale e pepe.
Chiedo venia per la scarsa documentazione iconografico-metodologica, ma ero altrove a leggere un'avvincente storia dell'Unione sovietica (ero all'inizio degli anni '80).
Serata russofona e tedescofona, ma ravvivata dall'introduzione presso i nostri amici dell'italianissimo rum&pera; i nostri amici hanno poi passato in rassegna tutta la nostra rispettabile raccolta di rum, con divagazioni nella grappa, fino al collasso. Er Pinta non avrebbe sfigurato.
Stamattina, sempre in seguito alle "forti precipitazioni dei giorni scorsi", abbiamo trovato questa sorpresina abbarbicata sul telo che copre il grill:

lumaca
PS La (deliziosa) zuppa di funghi potrebbe essere riciclata per eventuali ospiti la settimana prossima...
postato da: FlavioHki alle ore settembre 06, 2009 20:25 | Permalink | commenti (5)
categoria:cucina, finlandia, russia, sapori, espoo
venerdì, 04 settembre 2009
Uhm... un romanista alla Roma: Ranieri.
Uhm... un romanista alla Ferrari: Fisichella.
Uhm... forse avremo presto un romanista al Cremlino?
postato da: FlavioHki alle ore settembre 04, 2009 16:53 | Permalink | commenti
categoria:osservazioni, domande, inutilia, ma che me so fumato
sabato, 22 agosto 2009
tallinn_04
Una delle capitali piú insipide d'Europa, giunta alla ribalta del turismo di massa grazie alle compagnie aeree low cost: Tallinn.

tallinn_06
Insipida mai quanto Hki,
ça va sans dire. Che anzi acquista il suo miracoloso significato di bellezza (turistica) proprio e solo per chi, come noi, viene da Hki (per i Finni in primis rappresenta alcohol e donne a buon mercato e per noi, in extremis, l'altro dal granducato).
Tallinn dai graziosi scorci:

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dai graziosi tetti:

tallinn_01
dai graziosi (e complessi) toponimi:

toponimo
(piazza della chiesa)
dai graziosi manifesti:

manifesto
dai graziosi graffiti:

graffito(é la televisione che imita la vita o la vita che imita la televisione?)

e dalle graziose Estoni.
Non mancano infatti a caccia della scopata vacanziera le brigate di abbronzati turisti dall'Europa meridionale di tutte le etá, di buona volontá e spesso di bocca buona: studentelli zaino in spalla, quarantenni nonostante tutto ancora disperatamente giovani e signorotti di mezz'etá con moglie al guinzaglio e l'occhio irrequieto.
Ho comprato dei libercoli (si trovano interessanti avanzi del blocco socialista): una minuscola pubblicazione della DDR sulle prime incisioni sul legno tedesche e una raccolta di lettering nordcoreana (ho lasciato a malincuore un dizionario russo-kazaco degli anni '50).
Prima di imbarcarci sul traghetto che ci avrebbe riportato a Hki, non ci siamo fatti mancare un tramonto comme il faut:

tallinn_02
tallinn_03
Durante il tragitto, accanto a noi sedeva uno strano terzetto:
un Finlandese sui quaranta sbronzo marcio;
la sua compagna russa, sui cinquanta, platinatissima;
un giovanotto ucraino di Kiev (che non ho capito bene cosa c'entrasse con i primi due).
Il Finlandese teneva banco: era evidentemente un uomo di successo, nel lavoro e nella vita privata.
Dispensava all'Ucraino massime come: non si scopa mai abbastanza. Implicitamente sosteneva che Kiev fosse un posto di merda, visto che chiedeva all'Ucraino se avesse mai sentito il bisogno di vedere quello che ci fosse dall'altra parte della collina (intendeva forse che avrebbe fatto meglio a trasferirsi in Finlandia?). Gli raccomandava di guardare sempre nelle palle degli occhi le persone con cui faceva affari, perché affettare sicurezza dava il vantaggio dell'essere padroni della situazione. Guardare gli altri nelle palle degli occhi poteva risultare utile anche nelle discoteche, per liberarsi dei rivali invidiosi dei propri rimorchi; ma all'occorrenza bisognava saper menare le mani, meglio se in maniera rapida (pam pam!).
Poi cominció a tessere le lodi della thai box e a quel punto ho smesso di ascoltare, perché mi aveva fatto venire il mal di mare.
postato da: FlavioHki alle ore agosto 22, 2009 15:46 | Permalink | commenti (2)
categoria:vacanze, divagazioni, passeggiate, inutilia, tallinn
mercoledì, 19 agosto 2009
Oggi passano a trovarci i suoceri per alcuni giorni (meta finale del viaggio: le acque curative di Karlsbad).
Il loro arrivo é l'occcasione irrinunciabile per fare qualche lavoretto a casa:
1) ho riparato la maniglia della porta del bagno di sopra (che era rotta dal Giugno del 2007);
2) ho messo la batteria alla sveglia (erano almeno 3 anni che giaceva disoccupata; abitavo ancora a Hki);
3) ho nascosto i cavi di una cassa dello stereo appesa al muro in una canalina di plastica (ma ho aspettato solo 8 mesi per fare questo lavoro);
4) oggi metteró nella cornice nuova (e probabilmente appenderó in cucina) la riproduzione della Cittá ideale del Laurana (mi pare peró che oggi la critica tenda ad attriburlo a qualcun altro), che si era sfracellata per terra un pomeriggio della scorsa primavera in cui, rincasando, chiusi la porta con inusitato vigore.

Non cambierei con niente la soddisfazione di aver fatto bene il mio dovere!
postato da: FlavioHki alle ore agosto 19, 2009 10:35 | Permalink | commenti (6)
categoria:finlandia, inutilia, espoo, ammazza quanto sono fico
lunedì, 10 agosto 2009
Sabato si é chiusa la (breve) stagione di raccolta delle fragole ai giardini Rossi.
Potevamo non approfittarne?

fragole_01
Questa é solo la quantitá di fragole portate a casa. Una massa equivalente l'abbiamo mangiata raccogliendo!
Peccato che non vi possiamo far sentire il profumo!

fragole_02
postato da: FlavioHki alle ore agosto 10, 2009 09:27 | Permalink | commenti (10)
categoria:finlandia, sapori, espoo
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